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Oggi vi propongo una mia ricetta di famiglia adatta per festeggiare l’arrivo del vino nuovo in quanto questi biscotti si sposano benissimo con un bicchierino di vino novello o dolce.

Sono di facilissima realizzazione, molto profumati e anche adatti per un piccolo regalo in previsione delle prossime festività o come dolce pensiero per un invito a cena.

Si mantengono inalterati per almeno una settimana purchè conservati ben chiusi in una scatola per biscotti.

Le proporzioni di frutta secca non sono vincolanti e possono essere modificate a piacimento a seconda dei gusti personali.

Un consiglio: la dolcezza dei biscotti dipende anche dal tipo di vino utilizzato nell’impasto; un vino bianco secco renderà i biscotti meno dolci mentre un vino bianco dolce ne aumenterà la dolcezza.

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Con il nome calcionetti si intendono i tipici fritti natalizi abruzzesi. A seconda della zona assumono un diverso ma simile nome pur essendo facilmente riconoscibili dall’ aspetto, simile a quello di piccoli ravioli. Per quanto riguarda la parte esterna esistono tante varianti: con e senza uova, con aggiunta di un goccio di latte, con e senza vino. Io utilizzo una pasta leggerissima, che viene poco dorata vista l’assenza di uova, ma che assorbe pochissimo olio. Quindi non esiste una ricetta precisa, ci si affida alle ricette di famiglia. Per me un ricordo bellissimo della mia infanzia è quando ripenso all’inconfondibile profumo sprigionato dalle mandorle che mia madre tostava per il ripieno, che è a base di marmellata d’uva nera (quello che vi proporrò qui sotto), oppure di ceci lessati e conditi con mosto cotto, cacao e cannella. Si possono preparare anche con un ripieno di castagne e cioccolato; in tempi più recenti si è diffusa un farcitura alternativa e molto golosa a base di semplice Nutella.

Pertanto per questa ricetta non ho dosi precise. Posso solo dire che per quanto riguarda la parte esterna è la parte liquida dell’impasto a comandare sulla quantità di farina da utilizzare. Mi spiego meglio: la quantità dell’olio deve essere rigorosamente pari alla metà rispetto a quella del vino, es. mezzo bicchiere di olio e un bicchiere di vino. Riuscirete a dedurre la quantità di farina necessaria solo nel corso della lavorazione dell’impasto: dovrete ovvero ottenere una pasta che possa essere stesa e dovrete regolarvi sulla quantità di farina da aggiungere solo sulla base di questo principio.

Lo stesso vale per il ripieno nel senso che si parte dalla marmellata d’uva, poi si aggiungeranno gli altri ingredienti a seconda del proprio gusto assaggiando la farcia. Se il ripieno dovesse presentarsi, a vostro parere troppo asciutto si può aggiungere del mosto cotto o vino dolce, se al contrario dovesse essere troppo liquido si possono aggiungere altre mandorle o biscotti secchi tritati.

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Vi propongo una variante del classico brasato. Innanzitutto ho usato un taglio ottimo ma economico, ovvero la polpa di prosciutto di maiale. Inoltre ho deciso di unire alla carne in cottura delle mele Fuji gustose e croccanti, appena raccolte, che, insieme all’uvetta, hanno dato alla carne un sapore dolce e succulento.

Infine come liquido di cottura ho utilizzato uno straordinario vino cotto prodotto dalle mie parti; in alternativa si può benissimo utilizzare del vino Porto.

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