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Un altro dolce tradizionale che accompagna una ricorrenza importante è la zeppola di San Giuseppe. Se ne trovano due versioni: fritta o cotta al forno. Si tratta di pasta choux cotta e decorata con volute di crema pasticciera con in cima un’amarena sciroppata o un ciuffetto di confettura di amarena. Il gusto acidulo dell’amarena si accompagna benissimo alla dolcezza della crema pasticciera.

Se si desidera gustare una zeppola nella pienezza della sua bontà allora consiglio di prepararla fritta, altrimenti cotta in forno diventa un normale bignè con la crema all’esterno anziché all’interno.

La preparazione di questo dolce richiede una buona manualità nell’utilizzo della sac à poche e il punto critico è nella frittura: l’olio non deve essere eccessivamente caldo ma deve permettere alla pasta di gonfiarsi d cuocersi nello stesso tempo senza bruciarsi. Consiglio, quindi, di fare una prova di frittura con un po’ di pasta e regolarsi di conseguenza.

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Questo è un dolce di famiglia che mi riporta indietro di tanti anni, ai tempi in cui le nuove ricette arrivavano dal passaparola delle amiche delle mamme e non c’era una diffusione così rapida delle novità come abbiamo oggi.

È una preparazione molto semplice, come ovviamente si può immaginare, ma non per questo poco gustosa. Presenta inoltre delle caratteristiche “moderne”, ad esempio si hanno tre consistenze diverse: la parte superficiale croccante, al centro la parte corposa del dolce e in fondo abbiamo la parte cremosa e umida (l’umidità è data dalla salsa al cioccolato). Provate a gustarla abbinandola ad una birra artigianale scura e dalle note dolci e ne sarete stupiti!

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Continuiamo con i dolci di Carnevale: le castagnole. Si tratta di palline di pasta dolce fritta e cosparsa di zucchero a velo. Sono sfiziose, una tira l’altra e, specialmente se ci sono dei ragazzi in casa, finiscono in un attimo! Fornisco una dose abbondante, sufficiente per 12 persone: potrebbe sembrare troppo, ma visto che si conservano bene per più giorni, consiglio di impastare metà dose se si è in pochi, altrimenti fatele lo stesso e regalatele  a qualcuno che sicuramente sarà felice di ricevere un dolce pensiero!

Altro consiglio: cospargere con lo zucchero a velo solo a raffreddamento avvenuto. Se le castagnole vengono preparate in abbondanza vanno zuccherate a mano a mano che vengono servite in modo che lo zucchero abbia un aspetto più fresco e la castagnola risulterà più accattivante alla vista.

Come per le chiacchiere, anche per le castagnole la componente alcoolica è necessaria nell’impasto. Io ho utilizzato il classico liquore all’anice perché rilascia un gradevole aroma nella preparazione.

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La panna cotta fatta in casa è tra i dolci al cucchiaio più graditi. Si presta a tantissimi abbinamenti ed è sempre molto apprezzata.

Personalmente preferisco prepararla mescolando metà latte e metà panna: risulta più morbida e meno grassa al palato. Se si ha la possibilità di utilizzare la bacca di vaniglia il gusto sarà ancora migliore, in alternativa utilizzare l’essenza di vaniglia evitando la vanillina (che potrebbe rilasciare un retrogusto amaro in gola).

Per quanto riguarda l’accompagnamento della panna cotta basta seguire i propri gusti: dal classico caramello alla frutta fresca, salsa al caffè, ai frutti di bosco… tutto ciò che si vuole!

Questa volta la propongo accompagnata da una salsa al cioccolato ottenuta sciogliendo  a bagnomaria del cioccolato fondente con acqua (pari a metà del peso del cioccolato). Se si desidera una salsa più dolce basterà aggiungere dello zucchero.

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Quando si pensa ai dolci di Carnevale vengono subito in mente i fritti: presenti in tutta Italia con nomi diversi ma simili nell’aspetto. Dalle mie parti si preparano principalmente le chiacchiere, le cicerchiate e le castagnole. Ora voglio proporvi la mia ricetta delle chiacchiere fornendovi due raccomandazioni fondamentali:

  1. non dimenticate il superalcolico nell’impasto in quanto favorisce la friabilità della pasta (l’alcool evapora in cottura);
  2. non friggete con l’olio d’oliva perché lascerebbe un sapore troppo forte al dolce.

Noterete che il gusto risulterà delicato, la frittura molto asciutta e i dolci resteranno croccanti per più giorni (se avanzano!).

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Questa è tra i dolci di mele che preferisco: si presenta molto morbido e continua ad esserlo anche dopo qualche giorno dalla cottura. È ottimo a colazione, merenda e anche da gustare dopo cena, servito tiepido, magari con il contrasto del freddo del gelato alla vaniglia.

Se si possiede una planetaria si lavora molto più velocemente, utilizzando le comuni fruste elettriche ci vorrà un po’ più di tempo, ma il risultato sarà ugualmente ottimo. Durante la cottura si sprigiona un profumo irresistibile di cannella che subito si associa ai dolci con le mele facendoci fare un viaggio nei freddi paesi nordici dove i dolci di mele sono diffusissimi.

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