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Questa è una focaccia alta e soffice preparata con olio e.v.o. e non con lo strutto (che personalmente non amo). Si può classificare tranquillamente tra le ricette di base e cambiare il condimento a seconda di ciò che ci offre la dispensa o il frigorifero. È un impasto molto più morbido rispetto a quello della pizza: non preoccupatevi, deve proprio venire così!

Lavorate con le mani unte di olio in modo da evitare che l’impasto vi si attacchi. Con questa dose si prepara una focaccia di circa 28 cm di diametro.

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Un tipico piatto della domenica: i ravioli di ricotta. Con un po’ di allenamento si preparano velocemente e fanno subito festa a tavola. È sempre bello e rilassante mettersi all’opera con la farina magari coinvolgendo anche gli altri componenti della famiglia nella realizzazione dei ravioli. Ricordo che da piccola il mio compito era quello di stare vicino a mia madre: lei chiudeva i ravioli e io li rifinivo con i rebbi della forchetta, che bei ricordi! Ora è mia figlia a starmi accanto e spero di trasmetterle questo calore ogni volta che rivivrà questi momenti. Quindi coinvolgete anche gli altri nelle varie realizzazioni: la famiglia ne trarrà un grande beneficio!

Ora mettiamo da parte i sentimentalismi e impastiamo! È una ricetta base di pasta all’uovo che può essere utilizzata in tantissimi modi che proporrò. I ravioli possono essere tranquillamente congelati crudi disponendoli dapprima su di un vassoio e riunendoli una volta congelati in un sacchetto da conservazione di alimenti congelati. Basterà poi tuffarli nell’acqua bollente per cuocerli.

Io li presento conditi con un sugo al pomodoro rendendoli adatti anche ai nostri amici vegetariani, ma si possono condire a proprio gusto. L’importante è rispettare la regola secondo la quale ciò che è presente in modo dominante nel ripieno non dovrà poi essere il condimento del piatto. In questo caso, ad esempio, la ricotta deve essere solo nel ripieno.

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Questa è una ricetta della mia famiglia che ha accompagnato l’infanzia e l’adolescenza di mio padre, originario di un piccolo e grazioso paese sulle montagne abruzzesi. Si tratta quindi di un piatto molto semplice, che si realizza con pochissimi ingredienti. Ce ne sono due versioni: quella in bianco, che vi propongo ora, e un’altra con un sughetto leggero  che preparerò quando saranno disponibili i profumati pomodori estivi.

Credo che ogni paese, se non ogni famiglia, abbia la sua ricetta: questa è quella che conserva la mia e che spesso è stata richiesta, realizzata e consumata con gusto! Si trova anche nei ristoranti che servono piatti tradizionali, anche con l’arricchimento dato dall’aggiunta di tartufo. Ma questa è proprio una variante ricca visto che si parla del dopoguerra e nelle case di montagna in quel periodo non credo che ci fossero tante ricchezze del genere!

Si prepara con una pasta bianca, ma se si desidera della consistenza maggiore si può aggiungere 1 uovo. Io la preparo sempre senza uova.

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Un semplice piatto vegetariano a base di pasta da portare in tavola quando si ha voglia di qualcosa che scacci un po’ il grigiore dell’inverno per essere trasportati nei profumi dell’estate. Preparando questa ricetta in inverno non è necessario mettere le melanzane sotto sale, se invece si prepara durante la stagione calda è preferibile farlo. Non richiede assolutamente una grande abilità: è proprio alla portata di tutti, il risultato è garantito ed è un piatto che si prepara velocemente (il che fa sempre comodo). Tra gli ingredienti non compare l’olio di semi di arachidi per friggere in quanto ho utilizzato solo quello e.v.o.: questo è dunque l’unico condimento per la ricetta.

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Come da tradizione durante le feste natalizie sulle nostre tavole non mancano mai i fritti di patate.

Anche questa fa parte delle ricette della nostra tradizione e ogni famiglia custodisce la propria.

Io voglio condividere con voi la mia e vi assicuro che sono talmente buoni che è meglio non iniziare a mangiarli, altrimenti sarà difficile smettere!

Non richiede particolare abilità nella preparazione: occorre solo avere la pazienza di aspettare che la pasta lieviti, ma il risultato premia!

Un consiglio per la frittura: abbondate con l’olio (sembra strano, ma otterrete così una frittura meno unta e più leggera), friggete pochi pezzi per volta in modo da non abbassare troppo la temperatura e utilizzate un tegame con i bordi abbastanza alti da contenere sufficiente olio da ricoprire i fritti stessi.

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Con il nome calcionetti si intendono i tipici fritti natalizi abruzzesi. A seconda della zona assumono un diverso ma simile nome pur essendo facilmente riconoscibili dall’ aspetto, simile a quello di piccoli ravioli. Per quanto riguarda la parte esterna esistono tante varianti: con e senza uova, con aggiunta di un goccio di latte, con e senza vino. Io utilizzo una pasta leggerissima, che viene poco dorata vista l’assenza di uova, ma che assorbe pochissimo olio. Quindi non esiste una ricetta precisa, ci si affida alle ricette di famiglia. Per me un ricordo bellissimo della mia infanzia è quando ripenso all’inconfondibile profumo sprigionato dalle mandorle che mia madre tostava per il ripieno, che è a base di marmellata d’uva nera (quello che vi proporrò qui sotto), oppure di ceci lessati e conditi con mosto cotto, cacao e cannella. Si possono preparare anche con un ripieno di castagne e cioccolato; in tempi più recenti si è diffusa un farcitura alternativa e molto golosa a base di semplice Nutella.

Pertanto per questa ricetta non ho dosi precise. Posso solo dire che per quanto riguarda la parte esterna è la parte liquida dell’impasto a comandare sulla quantità di farina da utilizzare. Mi spiego meglio: la quantità dell’olio deve essere rigorosamente pari alla metà rispetto a quella del vino, es. mezzo bicchiere di olio e un bicchiere di vino. Riuscirete a dedurre la quantità di farina necessaria solo nel corso della lavorazione dell’impasto: dovrete ovvero ottenere una pasta che possa essere stesa e dovrete regolarvi sulla quantità di farina da aggiungere solo sulla base di questo principio.

Lo stesso vale per il ripieno nel senso che si parte dalla marmellata d’uva, poi si aggiungeranno gli altri ingredienti a seconda del proprio gusto assaggiando la farcia. Se il ripieno dovesse presentarsi, a vostro parere troppo asciutto si può aggiungere del mosto cotto o vino dolce, se al contrario dovesse essere troppo liquido si possono aggiungere altre mandorle o biscotti secchi tritati.

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