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Con il nome calcionetti si intendono i tipici fritti natalizi abruzzesi. A seconda della zona assumono un diverso ma simile nome pur essendo facilmente riconoscibili dall’ aspetto, simile a quello di piccoli ravioli. Per quanto riguarda la parte esterna esistono tante varianti: con e senza uova, con aggiunta di un goccio di latte, con e senza vino. Io utilizzo una pasta leggerissima, che viene poco dorata vista l’assenza di uova, ma che assorbe pochissimo olio. Quindi non esiste una ricetta precisa, ci si affida alle ricette di famiglia. Per me un ricordo bellissimo della mia infanzia è quando ripenso all’inconfondibile profumo sprigionato dalle mandorle che mia madre tostava per il ripieno, che è a base di marmellata d’uva nera (quello che vi proporrò qui sotto), oppure di ceci lessati e conditi con mosto cotto, cacao e cannella. Si possono preparare anche con un ripieno di castagne e cioccolato; in tempi più recenti si è diffusa un farcitura alternativa e molto golosa a base di semplice Nutella.

Pertanto per questa ricetta non ho dosi precise. Posso solo dire che per quanto riguarda la parte esterna è la parte liquida dell’impasto a comandare sulla quantità di farina da utilizzare. Mi spiego meglio: la quantità dell’olio deve essere rigorosamente pari alla metà rispetto a quella del vino, es. mezzo bicchiere di olio e un bicchiere di vino. Riuscirete a dedurre la quantità di farina necessaria solo nel corso della lavorazione dell’impasto: dovrete ovvero ottenere una pasta che possa essere stesa e dovrete regolarvi sulla quantità di farina da aggiungere solo sulla base di questo principio.

Lo stesso vale per il ripieno nel senso che si parte dalla marmellata d’uva, poi si aggiungeranno gli altri ingredienti a seconda del proprio gusto assaggiando la farcia. Se il ripieno dovesse presentarsi, a vostro parere troppo asciutto si può aggiungere del mosto cotto o vino dolce, se al contrario dovesse essere troppo liquido si possono aggiungere altre mandorle o biscotti secchi tritati.

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Per le ricette di base vi propongo il mio modo di preparare gli gnocchi di patate, che potranno poi essere conditi in svariati modi: ragù, verdure saltate, pesce…

Preferisco usare la farina 0 perché conferisce un’aspetto più rustico, ma se si vuole uno gnocco un po’ più liscio si può utilizzare la 00. Gli gnocchi sono molto delicati da maneggiare, quindi per condirli consiglio di usare due cucchiai girati: ossia mescolare delicatamente utilizzando il dorso del cucchiaio. Non li preparo rigati solo perché personalmente li preferisco lisci; li taglio sempre come faceva mia madre: in obliquo.

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Con il freddo che è arrivato, oggi prepariamo un piatto povero e semplice ma ricco di gusto e che sicuramente ci riscalderà. Prepareremo delle sagne con aggiunta di farina di farro, che conferirà alla pasta una ruvidità particolare e un sapore molto gradevole, condite con ceci. Le sagne sono un formato di pasta bianca (senza uova) tipico dell’Abruzzo e di alcune zone del Lazio; sono di fatto, nella versione più semplice, delle tagliatelle segmentate in pezzi più piccoli.

Questo piatto è adatto a vegetariani e vegani poiché non prevede l’aggiunta di alcun tipo di grasso animale; chi volesse arricchirlo può comunque aggiungere cubetti di prosciutto o pancetta al soffritto. Il gusto tuttavia non risente affatto della mancanza di salumi o grassi del genere, perché è comunque profumatissimo!

Con queste dosi otterrete sagne per almeno 6 persone; se non avete bisogno di tutte le sagne preparate, potete benissimo conservarle in congelatore ponendole a congelare larghe su un vassoio e, una volta che si saranno congelate, riunendole in un sacchetto di plastica. Avrete così sempre pronte delle gustose sagne per una ricetta last-minute!

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Come anticipato, ecco un vero piatto antifreddo! Deliziose crêpes croccanti fuori ma con un sorprendente e delicato cuore fondente.

Sono un piatto perfetto da gustare in compagnia in una fredda sera invernale; si tratta di un piatto vegetariano e (se prepariamo le crêpes usando farina di riso) adatto anche ai celiaci.

Per preparare le crêpes mi sono servita della ricetta che vi ho già proposto in un altro post; qui dunque vi illustrerò solo la procedura di composizione e gratinatura. Se si vuol fare un piatto completamente vegetariano si potrà usare un brodo vegetale, come ho fatto io; altrimenti si può benissimo adoperare un brodo di carne. In caso di estrema fretta utilizzate un dado o un brodo granulare di ottima qualità.

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Questa è la mia versione personalizzata della classica pasta alla carbonara. È molto profumata e presenta una gradevolissima nota croccante data dalla tostatura delle lamelle di mandorle.

Sicuramente molti troveranno sbagliato il passaggio della pasta in padella, ma io non amo l’uovo cremoso e devo ovviare. Chi invece lo gradisce può tranquillamente scolare e condire la pasta direttamente in un grande piatto da portata precedentemente riscaldato.

Chiaramente si tratta sempre di una ricetta di facile e veloce realizzazione.

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La ricetta di stasera è perfetta in occasione dell’arrivo dei primi freddi; il profumo che sprigiona durante la cottura invade la casa e il sapore non è da meno! Si tratta di gnocchi di semolino ricoperti di besciamella e gratinati in forno.

Nella mia versione non ho usato alcun tipo di carne ma volendo si può arricchire con dadini di pancetta, prosciutto crudo o cotto, speck, salsiccia sbriciolata…

Se si vogliono evitare gli sfridi (i “ritagli” di impasto derivati dal taglio a dischetto degli gnocchi) il composto si può lavorare a cilindro. Questo procedimento è più difficoltoso in quanto il semolino impiega più tempo a raffreddare ed è dunque più difficile da maneggiare.

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