Tag Archive: feste


Il fiadone o il fiadoncino non può mancare sulle tavole degli abruzzesi nel periodo pasquale. Si tratta di uno stuzzichino salato a base di formaggio a forma di raviolo nella versione piccola, o di tortina nella versione grande. Personalmente preferisco la versione piccola: il fiadoncino appunto.

Essendo una ricetta della tradizione, ogni famiglia usa la propria ricetta e ce ne sono davvero tante versioni: con il ripieno di formaggio di mucca, di pecora, misto, con l’involucro di pasta salata o dolce, a seconda delle zone e dei gusti fino ad arrivare alla versione completamente dolce che si realizza con il formaggio fresco non salato diventando una vera torta di formaggio.

Io vi propongo la mia ricetta di fiadoncini realizzati con ripieno di Parmigiano Reggiano grattugiato, se volete un gusto più spiccato basta aggiungere una parte di formaggio pecorino grattugiato.

SONY DSC

Continua a leggere

Annunci

La paella è un piatto della tradizione spagnola originario delle campagne della Valencia e delle cambuse dei pescherecci, preparato con ciò che la dispensa offriva. Solo nel XIX secolo si diffuse nei chioschi e successivamente nelle trattorie e nei locali di ristoro. Oggi chi si reca in Spagna per svago o per lavoro non può fare a meno di assaggiare questa specialità che si prepara di pesce, di carne o mista (come piace a me).

Tradizionalmente la paella viene preparata in una padella (appunto) di ferro, in modo che il riso formi una gustosa crosticina sul fondo, anche se oggi si utilizzano generalmente le padelle antiaderenti. Deve essere larga, con 2 manici laterali per scuotere il riso che va mescolato poco, dai bordi alti circa 6 cm e per 4 persone deve essere di circa 45 cm di diametro fino ad arrivare a 1 m di diametro per circa 10 persone: uno spettacolo!

Bisogna utilizzare un riso che rilasci poco amido lasciando i chicchi ben sgranati: un parboiled va benissimo. Da ricordare: non prevede mai l’utilizzo di aglio e gli ingredienti sono comunque di libera scelta. La paella è un piatto profumatissimo e coloratissimo, già a vedersi è una festa e, visto che in questo periodo per me non sono previste vacanze, facciamo insieme un viaggio in Spagna senza partire!

SONY DSC

Continua a leggere

Altro dolce tipico del Carnevale è la cicerchiata che, insieme alle castagnole e alle chiacchiere, dalle mie parti rappresenta la parte dolce di questo periodo. La cicerchiata è il dolce più guarnito dei tre: si tratta di palline di pasta fritta (appunto visivamente simili ai ceci) ripassati nel miele millefiori sciolto e aromatizzato con scorza d’arancia e ognuno può decidere come rifinirlo. A me piace la nota abbrustolita delle mandorle pelate e tostate mescolate al miele. Alcuni non usano le mandorle ma preferiscono i confettini colorati, le ciliegie candite, la cannella o un po’ di tutto: la guarnizione va a gusto personale e non cambia di molto il gusto finale della preparazione.

Una cosa c’è da dire: armatevi di un po’ di pazienza perché bisogna fare dei pezzettini di pasta che una volta fritti non devono risultare troppo grandi. Per il resto non è una ricetta difficile, è alla portata di tutti e se ci sono dei bambini in casa fatevi aiutare: si divertiranno un  mondo ad arrotolare i pezzetti di pasta oltre che ad imparare qualcosa di bello!

SONY DSC

Continua a leggere

Continuiamo con i dolci di Carnevale: le castagnole. Si tratta di palline di pasta dolce fritta e cosparsa di zucchero a velo. Sono sfiziose, una tira l’altra e, specialmente se ci sono dei ragazzi in casa, finiscono in un attimo! Fornisco una dose abbondante, sufficiente per 12 persone: potrebbe sembrare troppo, ma visto che si conservano bene per più giorni, consiglio di impastare metà dose se si è in pochi, altrimenti fatele lo stesso e regalatele  a qualcuno che sicuramente sarà felice di ricevere un dolce pensiero!

Altro consiglio: cospargere con lo zucchero a velo solo a raffreddamento avvenuto. Se le castagnole vengono preparate in abbondanza vanno zuccherate a mano a mano che vengono servite in modo che lo zucchero abbia un aspetto più fresco e la castagnola risulterà più accattivante alla vista.

Come per le chiacchiere, anche per le castagnole la componente alcoolica è necessaria nell’impasto. Io ho utilizzato il classico liquore all’anice perché rilascia un gradevole aroma nella preparazione.

SONY DSC

Continua a leggere

Quando si pensa ai dolci di Carnevale vengono subito in mente i fritti: presenti in tutta Italia con nomi diversi ma simili nell’aspetto. Dalle mie parti si preparano principalmente le chiacchiere, le cicerchiate e le castagnole. Ora voglio proporvi la mia ricetta delle chiacchiere fornendovi due raccomandazioni fondamentali:

  1. non dimenticate il superalcolico nell’impasto in quanto favorisce la friabilità della pasta (l’alcool evapora in cottura);
  2. non friggete con l’olio d’oliva perché lascerebbe un sapore troppo forte al dolce.

Noterete che il gusto risulterà delicato, la frittura molto asciutta e i dolci resteranno croccanti per più giorni (se avanzano!).

SONY DSC

Continua a leggere

Durante una vacanza estiva sulle Dolomiti, sono andata a vedere cosa offrissero in una festa svolta in pineta. Oltre a formaggi di malga, speck, miele e vari dolci tipici c’era anche questo pane buonissimo che si mangia durante le varie feste dell’anno. Si consuma a tutte le ore da solo o accompagnato da burro, formaggi o salumi. Non è un pane dolce: la dolcezza deriva dall’ utilizzo dell’abbondante frutta secca e va consumato dopo due giorni dalla preparazione in modo da poterlo affettare sottilmente e si conserva bene per una decina di giorni.

Con queste dosi si otterranno due pani.

SONY DSC

Continua a leggere