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Questa è una ricetta classica della pasticceria italiana. Infatti le lingue di gatto sono gradite a tutti, facili da realizzare ed ottima idea come dolce pensiero da regalare in qualsiasi occasione. Sono biscotti adatti ad accompagnare thè, caffè, cioccolato e gelati o come fine pasto abbinati ad un vino dolce.

Dopo la cottura ed il raffreddamento, le lingue di gatto vanno conservate in una scatola di latta per quattro-cinque giorni al massimo. Temono l’umidità.

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Altro dolce tipico del Carnevale è la cicerchiata che, insieme alle castagnole e alle chiacchiere, dalle mie parti rappresenta la parte dolce di questo periodo. La cicerchiata è il dolce più guarnito dei tre: si tratta di palline di pasta fritta (appunto visivamente simili ai ceci) ripassati nel miele millefiori sciolto e aromatizzato con scorza d’arancia e ognuno può decidere come rifinirlo. A me piace la nota abbrustolita delle mandorle pelate e tostate mescolate al miele. Alcuni non usano le mandorle ma preferiscono i confettini colorati, le ciliegie candite, la cannella o un po’ di tutto: la guarnizione va a gusto personale e non cambia di molto il gusto finale della preparazione.

Una cosa c’è da dire: armatevi di un po’ di pazienza perché bisogna fare dei pezzettini di pasta che una volta fritti non devono risultare troppo grandi. Per il resto non è una ricetta difficile, è alla portata di tutti e se ci sono dei bambini in casa fatevi aiutare: si divertiranno un  mondo ad arrotolare i pezzetti di pasta oltre che ad imparare qualcosa di bello!

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Continuiamo con i dolci di Carnevale: le castagnole. Si tratta di palline di pasta dolce fritta e cosparsa di zucchero a velo. Sono sfiziose, una tira l’altra e, specialmente se ci sono dei ragazzi in casa, finiscono in un attimo! Fornisco una dose abbondante, sufficiente per 12 persone: potrebbe sembrare troppo, ma visto che si conservano bene per più giorni, consiglio di impastare metà dose se si è in pochi, altrimenti fatele lo stesso e regalatele  a qualcuno che sicuramente sarà felice di ricevere un dolce pensiero!

Altro consiglio: cospargere con lo zucchero a velo solo a raffreddamento avvenuto. Se le castagnole vengono preparate in abbondanza vanno zuccherate a mano a mano che vengono servite in modo che lo zucchero abbia un aspetto più fresco e la castagnola risulterà più accattivante alla vista.

Come per le chiacchiere, anche per le castagnole la componente alcoolica è necessaria nell’impasto. Io ho utilizzato il classico liquore all’anice perché rilascia un gradevole aroma nella preparazione.

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Con il nome calcionetti si intendono i tipici fritti natalizi abruzzesi. A seconda della zona assumono un diverso ma simile nome pur essendo facilmente riconoscibili dall’ aspetto, simile a quello di piccoli ravioli. Per quanto riguarda la parte esterna esistono tante varianti: con e senza uova, con aggiunta di un goccio di latte, con e senza vino. Io utilizzo una pasta leggerissima, che viene poco dorata vista l’assenza di uova, ma che assorbe pochissimo olio. Quindi non esiste una ricetta precisa, ci si affida alle ricette di famiglia. Per me un ricordo bellissimo della mia infanzia è quando ripenso all’inconfondibile profumo sprigionato dalle mandorle che mia madre tostava per il ripieno, che è a base di marmellata d’uva nera (quello che vi proporrò qui sotto), oppure di ceci lessati e conditi con mosto cotto, cacao e cannella. Si possono preparare anche con un ripieno di castagne e cioccolato; in tempi più recenti si è diffusa un farcitura alternativa e molto golosa a base di semplice Nutella.

Pertanto per questa ricetta non ho dosi precise. Posso solo dire che per quanto riguarda la parte esterna è la parte liquida dell’impasto a comandare sulla quantità di farina da utilizzare. Mi spiego meglio: la quantità dell’olio deve essere rigorosamente pari alla metà rispetto a quella del vino, es. mezzo bicchiere di olio e un bicchiere di vino. Riuscirete a dedurre la quantità di farina necessaria solo nel corso della lavorazione dell’impasto: dovrete ovvero ottenere una pasta che possa essere stesa e dovrete regolarvi sulla quantità di farina da aggiungere solo sulla base di questo principio.

Lo stesso vale per il ripieno nel senso che si parte dalla marmellata d’uva, poi si aggiungeranno gli altri ingredienti a seconda del proprio gusto assaggiando la farcia. Se il ripieno dovesse presentarsi, a vostro parere troppo asciutto si può aggiungere del mosto cotto o vino dolce, se al contrario dovesse essere troppo liquido si possono aggiungere altre mandorle o biscotti secchi tritati.

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Arricchiamo la categoria delle ricette di base con la pasta brisée, molto facile e veloce da preparare. È indispensabile per preparare numerosi piatti salati, dolci, tartellette, quiches e molto altro ancora.

Si compone solo di tre ingredienti ma è necessario che il burro sia freddissimo e che l’impasto riposi in frigorifero prima della cottura in forno.

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Arricchiamo la categoria delle ricette di base con la realizzazione di questa pasta frolla morbida. Non verrà croccante come la versione classica in quanto sono diverse le proporzioni tra gli ingredienti e prevede inoltre l’aggiunta di lievito.

Questa pasta frolla può essere profumata a seconda dei gusti con scorza di limone o vaniglia. Non è adatta ai biscotti tagliati con stampino in quanto, essendo morbida, tende a perdere la forma in cottura.

È necessario lavorare gli ingredienti rapidamente e, preferibilmente, con le mani fredde in modo da non scaldare il burro.

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