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Vi propongo una ricetta insolita per le nostre abitudini ma diffusissima nei Paesi anglosassoni ed in particolare, in Irlanda. Esiste anche la versione bianca ma io preferisco la mia variante che utilizza anche farina integrale.

Un ingrediente particolare per questa ricetta è il latticello ossia l’acqua di lavaggio ottenuta dalla trasformazione della panna in burro. Il latticello non è di facilissima reperibilità per cui possiamo sostituirlo con una miscela di yogurt magro e latte scremato in pari quantità, aggiungendovi poi mezzo limone spremuto, lasciando riposare il tutto per dieci minuti, in modo che il latte si “innesti” con l’acidità dello yogurt e del limone.

E’ un pane dal gusto rustico di veloce e facile realizzazione che tradizionalmente va servito appena tiepido, accompagnato da burro, salmone, fettine di limone ed erba cipollina. Si può anche non rispettare la tradizionale abbinata irlandese e gustarlo con salumi e formaggi locali!

E’ davvero gustoso, regala il massimo se gustato tiepido in quanto il giorno dopo perde croccantezza.

Da provare!

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Durante le mie recenti vacanze in montagna ho assaporato diversi tipi di pane e ve ne proporrò ogni tanto qualcuno.

La ricetta di oggi richiede un po’ di manualità durante l’assemblaggio. Per il resto essa è di facile realizzazione ed alla portata di tutti.

Suggerisco di impastare meccanicamente tramite una planetaria. Qualora ciò non fosse possibile, lavorare l’impasto a mano per almeno dieci minuti.

Il risultato sarà una morbida ciambella di pane ed anche l’occhio avrà la sua parte. Darà il meglio di sè abbinata ad una cena rustica oppure servita per antipasto assieme ad un tagliere di salumi e formaggi.

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Questa è una ricetta supercasalinga che preparo quando non ho voglia di uscire per fare compere e nello stesso tempo utilizzo avanzi: infatti si tratta di una ricetta di recupero degli avanzi di pane. Una volta pronto risulta un piatto gustoso e per niente di recupero! Una ricetta vegetariana semplicissima, veloce e economica (il che non guasta).

Io ho accompagnato le polpette con un purè di patate e piselli, ma si può benissimo utilizzare ciò che la dispensa offre.

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In casa mia si è sempre rispettata la tradizionale festa di S.Biagio, protettore della gola. Mia madre era di Castiglione a Casauria (PE) e in paese il santo è venerato come patrono, di conseguenza il 3 febbraio abbiamo sempre avuto a tavola le tipiche ciambelle all’anice. Si festeggia in molti paesi abruzzesi, sempre con la presenza delle ciambelle ma con tante varianti. In passato si utilizzava la pasta del pane con l’aggiunta dei semi di anice, in seguito si è diffusa la variante dolce anche con la presenza di confettini colorati a seconda delle zone.

Queste sono quelle che si preparano nella mia famiglia e, se volete festeggiare anche voi, provate a farle. Sono morbide, profumate e chi le preferisce calde può riscaldare rapidamente in forno nei giorni successivi. Ci vuole un po’ di tempo (circa 3 ore) in quanto necessitano di una doppia lievitazione, ma per il resto sono facilissime!

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Se siete tra le persone che appena sveglie non vogliono parlare con nessuno, non vogliono che nessuno ci parli, non vogliono nemmeno aprire gli occhi e desiderano soltanto rimanere sotto le coperte, provate ad iniziare la giornata con qualcosa di goloso e vedrete che l’umore migliorerà! Vi suggerisco una preparazione diffusa nei Paesi francofoni, una ricetta che prevede il recupero del pane avanzato: le pain perdu. Come spesso accade ho apportato qualche personalizzazione alla ricetta originale, che secondo me, rende il pane troppo inzuppato e ho pensato ad un “isolante” in modo che il pane resti asciutto al suo interno. Ha un profumo incredibile che subito vi trasporterà in un bistrot parigino!

Due consigli: utilizzate il pane affettato più morbido e spesso rispetto al normale pancarré e se prevedete di fare più cotture ricordatevi di togliere il burro rimanente nelle padella e di pulirla tra una cottura e l’altra altrimenti il burro brucerebbe lasciando un sapore amaro.

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Questa è una delle ricette che ho riportato come souvenir da uno dei miei viaggi in Nord Europa: sono di fatto delle polpette a base di pesce che racchiudono un uovo sodo intero. Ho cambiato qualcosina per rendere questa ricetta più consona ai nostri gusti, ma queste polpette sono ugualmente gustosissime, forse ancora migliori.

Non sono complicate da preparare: il passaggio più “antipatico” è l’immersione nell’uovo sbattuto, perché tende a scivolare; ci vuole un po’ di pazienza. Il grado di cottura dell’uovo sodo si può decidere a proprio gusto: io l’ho fatto bollire per 8 minuti perché non amo l’uovo cremoso, se lo si preferisce morbido basta accorciare i tempi a 6 minuti.

Se si ha qualche fetta di pane fatto in casa avanzato sicuramente la panatura risulterà più gustosa, in alternativa si userà del comune pangrattato.

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