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Questa è una ricetta di semplice realizzazione, molto comoda da preparare quando si hanno ospiti in quanto la cottura in forno non richiede particolari accorgimenti.

Si può tranquillamente preparare il polpettone il giorno prima e lasciarlo in frigorifero, avvolto in carta forno, per poi cuocerlo al momento opportuno.

E’ un piatto gradito anche ai bambini e quindi accontenta un po’ tutti.

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La ricetta che vi propongo rappresenta in pieno la regione in cui vivo: infatti abbiamo la fortuna di poter godere della presenza sia del mare che della montagna. Si tratta di un piatto adatto ad una festosa cena estiva tra amici e di semplice realizzazione la cui preparazione può essere resa ancora più agevole se divisa in due fasi: le pallotte possono essere preparate il giorno prima, conservate in frigorifero ben chiuse e fritte poco prima dell’utilizzo.

Le cozze devono essere freschissime ed acquistate nella loro confezione originale, conservate in frigorifero e pulite poco tempo prima della cottura.

Le cozze e pallotte sono adatte ad essere servite come antipasto o come piatto principale: dipende dalla porzione. È un piatto adatto anche agli intolleranti al glutine non essendoci nessun tipo di farina nella preparazione; chiaramente se è previsto del pane bruschettato da accompagnamento ci si dovrà regolare di conseguenza.

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Altro dolce tipico del Carnevale è la cicerchiata che, insieme alle castagnole e alle chiacchiere, dalle mie parti rappresenta la parte dolce di questo periodo. La cicerchiata è il dolce più guarnito dei tre: si tratta di palline di pasta fritta (appunto visivamente simili ai ceci) ripassati nel miele millefiori sciolto e aromatizzato con scorza d’arancia e ognuno può decidere come rifinirlo. A me piace la nota abbrustolita delle mandorle pelate e tostate mescolate al miele. Alcuni non usano le mandorle ma preferiscono i confettini colorati, le ciliegie candite, la cannella o un po’ di tutto: la guarnizione va a gusto personale e non cambia di molto il gusto finale della preparazione.

Una cosa c’è da dire: armatevi di un po’ di pazienza perché bisogna fare dei pezzettini di pasta che una volta fritti non devono risultare troppo grandi. Per il resto non è una ricetta difficile, è alla portata di tutti e se ci sono dei bambini in casa fatevi aiutare: si divertiranno un  mondo ad arrotolare i pezzetti di pasta oltre che ad imparare qualcosa di bello!

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In casa mia si è sempre rispettata la tradizionale festa di S.Biagio, protettore della gola. Mia madre era di Castiglione a Casauria (PE) e in paese il santo è venerato come patrono, di conseguenza il 3 febbraio abbiamo sempre avuto a tavola le tipiche ciambelle all’anice. Si festeggia in molti paesi abruzzesi, sempre con la presenza delle ciambelle ma con tante varianti. In passato si utilizzava la pasta del pane con l’aggiunta dei semi di anice, in seguito si è diffusa la variante dolce anche con la presenza di confettini colorati a seconda delle zone.

Queste sono quelle che si preparano nella mia famiglia e, se volete festeggiare anche voi, provate a farle. Sono morbide, profumate e chi le preferisce calde può riscaldare rapidamente in forno nei giorni successivi. Ci vuole un po’ di tempo (circa 3 ore) in quanto necessitano di una doppia lievitazione, ma per il resto sono facilissime!

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Questa è una ricetta della mia famiglia che ha accompagnato l’infanzia e l’adolescenza di mio padre, originario di un piccolo e grazioso paese sulle montagne abruzzesi. Si tratta quindi di un piatto molto semplice, che si realizza con pochissimi ingredienti. Ce ne sono due versioni: quella in bianco, che vi propongo ora, e un’altra con un sughetto leggero  che preparerò quando saranno disponibili i profumati pomodori estivi.

Credo che ogni paese, se non ogni famiglia, abbia la sua ricetta: questa è quella che conserva la mia e che spesso è stata richiesta, realizzata e consumata con gusto! Si trova anche nei ristoranti che servono piatti tradizionali, anche con l’arricchimento dato dall’aggiunta di tartufo. Ma questa è proprio una variante ricca visto che si parla del dopoguerra e nelle case di montagna in quel periodo non credo che ci fossero tante ricchezze del genere!

Si prepara con una pasta bianca, ma se si desidera della consistenza maggiore si può aggiungere 1 uovo. Io la preparo sempre senza uova.

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Con il nome calcionetti si intendono i tipici fritti natalizi abruzzesi. A seconda della zona assumono un diverso ma simile nome pur essendo facilmente riconoscibili dall’ aspetto, simile a quello di piccoli ravioli. Per quanto riguarda la parte esterna esistono tante varianti: con e senza uova, con aggiunta di un goccio di latte, con e senza vino. Io utilizzo una pasta leggerissima, che viene poco dorata vista l’assenza di uova, ma che assorbe pochissimo olio. Quindi non esiste una ricetta precisa, ci si affida alle ricette di famiglia. Per me un ricordo bellissimo della mia infanzia è quando ripenso all’inconfondibile profumo sprigionato dalle mandorle che mia madre tostava per il ripieno, che è a base di marmellata d’uva nera (quello che vi proporrò qui sotto), oppure di ceci lessati e conditi con mosto cotto, cacao e cannella. Si possono preparare anche con un ripieno di castagne e cioccolato; in tempi più recenti si è diffusa un farcitura alternativa e molto golosa a base di semplice Nutella.

Pertanto per questa ricetta non ho dosi precise. Posso solo dire che per quanto riguarda la parte esterna è la parte liquida dell’impasto a comandare sulla quantità di farina da utilizzare. Mi spiego meglio: la quantità dell’olio deve essere rigorosamente pari alla metà rispetto a quella del vino, es. mezzo bicchiere di olio e un bicchiere di vino. Riuscirete a dedurre la quantità di farina necessaria solo nel corso della lavorazione dell’impasto: dovrete ovvero ottenere una pasta che possa essere stesa e dovrete regolarvi sulla quantità di farina da aggiungere solo sulla base di questo principio.

Lo stesso vale per il ripieno nel senso che si parte dalla marmellata d’uva, poi si aggiungeranno gli altri ingredienti a seconda del proprio gusto assaggiando la farcia. Se il ripieno dovesse presentarsi, a vostro parere troppo asciutto si può aggiungere del mosto cotto o vino dolce, se al contrario dovesse essere troppo liquido si possono aggiungere altre mandorle o biscotti secchi tritati.

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