Category: Finger food


Oggi andiamo in Corsica per assaggiare un piatto tipico preparato con un formaggio particolare chiamato “Brocciù”.

Il Brocciù è un formaggio corso, preparato con siero di latte di pecora o capra, simile alla nostra ricotta ma molto più compatto.

Si può comprare fresco o lievemente stagionato ed è un formaggio che si presta anche alla preparazione di dolci tipici. Trattandosi di un prodotto tipico locale, il Brocciù non è facilmente reperibile al di fuori del territorio di produzione per cui io ho utilizzato ricotta vaccina a cui ho aggiunto formaggio vaccino primo sale per aumentarne la corposità.

L’omelette corsa è ottima servita fredda a cubetti, accompagnata da un vino bianco fresco, come antipasto o aperitivo.

E’ una ricetta adatta anche a persone vegetariane e/o intolleranti al glutine, di facilissima e rapida realizzazione.

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Una golosità tipica di questo periodo sono i fiori di zucca che si prestano a molteplici trasformazioni.

Oggi li propongo farciti, pastellati e fritti. Si tratta di una ricetta la cui realizzazione, pur non essendo particolarmente elaborata, necessita di molta delicatezza nella manipolazione dei fiori, che devono essere freschissimi.

Per la pastella ho utilizzato farina autolievitante, acqua e sale. Il risultato sarà semplice e leggero. Personalmente mi piace lasciare il gambo leggermente lungo e non pastellato.

Verrà fuori un piatto adatto come piccolo antipasto, magari accompagnato da un vino bianco fresco leggermente frizzante.

Chi li proverà ne rimarrà entusiasta!

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Ora vi porto in Galles per gustare una ricetta della loro tradizione: le salsicce gallesi. Non lasciatevi ingannare dal nome perché sono sì salsicce, ma vegetariane! Si tratta di polpette di realizzate con formaggio di produzione gallese: in passato si preparavano con il Glamorgan, oggi con il Caerphilly cheese, che è un formaggio prodotto con latte di mucca, a pasta piuttosto friabile con la scorza molto compatta e con l’interno più morbido. Ha un sapore di media intensità, con circa il 48% di grassi, piuttosto sapido e per questa caratteristiche era in passato consumato in grandi quantità dai minatori che reintegravano i sali persi durante il loro duro lavoro pasteggiando con questo formaggio salato e dalla scorza dura.

Attualmente il ciclo produttivo industriale ha reso il formaggio diverso sia nella forma che nel gusto rendendolo più adatto al fabbisogno nutritivo attuale: sono rimasti un paio di produttori che rispettano totalmente sia la forma tondeggiante che la stagionatura più lunga come tutto il ciclo produttivo tradizionale.

Chiaramente non potendo reperire facilmente sul mercato il formaggio Caerphilly per realizzare questa ricetta bisogna procurarsi un formaggio di latte di mucca, con gusto non troppo forte e che si possa tritare nel mixer: ad esempio del Montasio o dell’Asiago non troppo stagionati.

Altra modifica che ho apportato consiste nella frittura: la ricetta originale la prevede nel burro, io ho preferito utilizzare l’olio di arachidi. A voi la scelta e vi assicuro che sono delle salsicce buonissime e assai gustose.

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Vi propongo qualcosa di insolito, ma gustosissimo: i falafel. Si tratta di piccole polpette di ceci molto aromatiche e sfiziose, facili da preparare ma la cui realizzazione presenta una condizione essenziale: bisogna assolutamente utilizzare i ceci essiccati e messi in ammollo in acqua e bicarbonato per almeno 12 ore. Non utilizzate assolutamente i ceci precotti in scatola altrimenti vi troverete a dover buttare via tutto!

Una ricetta tutta vegetariana, di origine probabilmente egiziana, di una bontà che vi stupirà. Io li ho accompagnati con un ‘insalata mista insieme ad una salsa allo yogurt e cetrioli profumata alla menta; un insieme molto fresco e gradevole.

Consiglio di provare questa ricetta per rendersi subito conto di quanto possa essere appetitoso e gustoso un piatto vegetariano.

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Il fiadone o il fiadoncino non può mancare sulle tavole degli abruzzesi nel periodo pasquale. Si tratta di uno stuzzichino salato a base di formaggio a forma di raviolo nella versione piccola, o di tortina nella versione grande. Personalmente preferisco la versione piccola: il fiadoncino appunto.

Essendo una ricetta della tradizione, ogni famiglia usa la propria ricetta e ce ne sono davvero tante versioni: con il ripieno di formaggio di mucca, di pecora, misto, con l’involucro di pasta salata o dolce, a seconda delle zone e dei gusti fino ad arrivare alla versione completamente dolce che si realizza con il formaggio fresco non salato diventando una vera torta di formaggio.

Io vi propongo la mia ricetta di fiadoncini realizzati con ripieno di Parmigiano Reggiano grattugiato, se volete un gusto più spiccato basta aggiungere una parte di formaggio pecorino grattugiato.

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Quando si pensa ai dolci di Carnevale vengono subito in mente i fritti: presenti in tutta Italia con nomi diversi ma simili nell’aspetto. Dalle mie parti si preparano principalmente le chiacchiere, le cicerchiate e le castagnole. Ora voglio proporvi la mia ricetta delle chiacchiere fornendovi due raccomandazioni fondamentali:

  1. non dimenticate il superalcolico nell’impasto in quanto favorisce la friabilità della pasta (l’alcool evapora in cottura);
  2. non friggete con l’olio d’oliva perché lascerebbe un sapore troppo forte al dolce.

Noterete che il gusto risulterà delicato, la frittura molto asciutta e i dolci resteranno croccanti per più giorni (se avanzano!).

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