Archive for febbraio, 2014


La paella è un piatto della tradizione spagnola originario delle campagne della Valencia e delle cambuse dei pescherecci, preparato con ciò che la dispensa offriva. Solo nel XIX secolo si diffuse nei chioschi e successivamente nelle trattorie e nei locali di ristoro. Oggi chi si reca in Spagna per svago o per lavoro non può fare a meno di assaggiare questa specialità che si prepara di pesce, di carne o mista (come piace a me).

Tradizionalmente la paella viene preparata in una padella (appunto) di ferro, in modo che il riso formi una gustosa crosticina sul fondo, anche se oggi si utilizzano generalmente le padelle antiaderenti. Deve essere larga, con 2 manici laterali per scuotere il riso che va mescolato poco, dai bordi alti circa 6 cm e per 4 persone deve essere di circa 45 cm di diametro fino ad arrivare a 1 m di diametro per circa 10 persone: uno spettacolo!

Bisogna utilizzare un riso che rilasci poco amido lasciando i chicchi ben sgranati: un parboiled va benissimo. Da ricordare: non prevede mai l’utilizzo di aglio e gli ingredienti sono comunque di libera scelta. La paella è un piatto profumatissimo e coloratissimo, già a vedersi è una festa e, visto che in questo periodo per me non sono previste vacanze, facciamo insieme un viaggio in Spagna senza partire!

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Altro dolce tipico del Carnevale è la cicerchiata che, insieme alle castagnole e alle chiacchiere, dalle mie parti rappresenta la parte dolce di questo periodo. La cicerchiata è il dolce più guarnito dei tre: si tratta di palline di pasta fritta (appunto visivamente simili ai ceci) ripassati nel miele millefiori sciolto e aromatizzato con scorza d’arancia e ognuno può decidere come rifinirlo. A me piace la nota abbrustolita delle mandorle pelate e tostate mescolate al miele. Alcuni non usano le mandorle ma preferiscono i confettini colorati, le ciliegie candite, la cannella o un po’ di tutto: la guarnizione va a gusto personale e non cambia di molto il gusto finale della preparazione.

Una cosa c’è da dire: armatevi di un po’ di pazienza perché bisogna fare dei pezzettini di pasta che una volta fritti non devono risultare troppo grandi. Per il resto non è una ricetta difficile, è alla portata di tutti e se ci sono dei bambini in casa fatevi aiutare: si divertiranno un  mondo ad arrotolare i pezzetti di pasta oltre che ad imparare qualcosa di bello!

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Un piatto di pesce semplice che si prepara facilmente e che non richiede una particolare abilità in cucina. La parte più antipatica è proprio la pulizia delle seppie, ma se si conosce un pescivendolo volenteroso… il problema viene facilmente superato!

È una ricetta dal doppio uso: servita in piccola porzione può andare benissimo per un antipasto, in quantità maggiore sarà un piatto unico seguito da un fresco dessert: il syllabub, con il suo gusto agrumato, è adattissimo.

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Questo è un dolce di famiglia che mi riporta indietro di tanti anni, ai tempi in cui le nuove ricette arrivavano dal passaparola delle amiche delle mamme e non c’era una diffusione così rapida delle novità come abbiamo oggi.

È una preparazione molto semplice, come ovviamente si può immaginare, ma non per questo poco gustosa. Presenta inoltre delle caratteristiche “moderne”, ad esempio si hanno tre consistenze diverse: la parte superficiale croccante, al centro la parte corposa del dolce e in fondo abbiamo la parte cremosa e umida (l’umidità è data dalla salsa al cioccolato). Provate a gustarla abbinandola ad una birra artigianale scura e dalle note dolci e ne sarete stupiti!

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Continuiamo con i dolci di Carnevale: le castagnole. Si tratta di palline di pasta dolce fritta e cosparsa di zucchero a velo. Sono sfiziose, una tira l’altra e, specialmente se ci sono dei ragazzi in casa, finiscono in un attimo! Fornisco una dose abbondante, sufficiente per 12 persone: potrebbe sembrare troppo, ma visto che si conservano bene per più giorni, consiglio di impastare metà dose se si è in pochi, altrimenti fatele lo stesso e regalatele  a qualcuno che sicuramente sarà felice di ricevere un dolce pensiero!

Altro consiglio: cospargere con lo zucchero a velo solo a raffreddamento avvenuto. Se le castagnole vengono preparate in abbondanza vanno zuccherate a mano a mano che vengono servite in modo che lo zucchero abbia un aspetto più fresco e la castagnola risulterà più accattivante alla vista.

Come per le chiacchiere, anche per le castagnole la componente alcoolica è necessaria nell’impasto. Io ho utilizzato il classico liquore all’anice perché rilascia un gradevole aroma nella preparazione.

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Ecco a voi una gustosa idea di menu per festeggiare la romantica serata di San Valentino senza lavorare troppo.

Antipasto: Sformatini di melanzane

Primo piatto: Gnocchi di ricotta al sugo di scampi

Secondo piatto: Coda di rospo con zucchine grigliate in salsa verde

Dessert: Panna cotta

Buon appetito a tutti! 🙂